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Lessinia
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top
La mwbgLessinia, o mwbwMonti Lessini, è un mwcaaltopiano e un mwcqsupergruppo alpino situato prevalentemente in mwcgprovincia di Verona e parzialmente nelle province di mwcwVicenza e mwdaTrento.
Una parte del territorio lessinico costituisce il mwdgParco naturale regionale della Lessinia. Confina a nord con la Val di Ronchi e il mwdwGruppo del Carega, a est con la mweaVal Leogra, a sud con il corso dell'mweqAdige e l'alta pianura veronese e a ovest con la mwegVal Lagarina. Le sue cime raggiungono un'altitudine tra i 1500 e i mwew1800 m s.l.m.
Fin dai tempi più remoti la Lessinia vide la presenza dell'uomo, che qui poteva facilmente reperire la selce e rifugiarsi nelle molte grotte e ripari. Risale all'inizio del mwfqII millennio a.C. la diffusione dei mwfgcastellieri, piccoli insediamenti fortificati posti sulla sommità dei rilievi, di cui rimangono solo alcune tracce oramai confuse nel territorio. Prima dell'arrivo dei mwfwRomani, avvenuto tra il III e il II secolo a.C., la zona era abitata da diverse popolazioni di origine mwgaretica, tra cui gli mwgqArusnati. A quel tempo l'altopiano risultava quasi interamente occupato da boschi per la parte più bassa mentre le spianate più in quota erano adibite a pascolo estivo. In seguito alla caduta dell'Impero Romano il territorio andò incontro a un'evidente decrescita demografica, che si interromperà solamente agli inizi dell'mwggXI secolo.
Dall'mwhaetà carolingia, fino all'avvento dell'mwhqetà comunale, gran parte della Lessinia fu sotto il controllo della Chiesa veronese, un dominio che andò in crisi con l'affermazione dei commercianti di lana di cui i mwhgDella Scala, futuri signori di Verona, erano gli esponenti cittadini. Nel 1287, il vescovo mwhwBartolomeo della Scala concesse a un gruppo di coloni di origine tedesca di stabilirsi nell'area dell'odierna mwiaRoverè Veronese, costituendo il primo nucleo dei mwiqCimbri della Lessinia. Con la mwigdedizione di Verona a Venezia del 1404 anche l'altopiano passò sotto la dominazione della mwiwSerenissima, che procedette a conferire agli abitanti diversi privilegi in cambio della sorveglianza del confine a nord. L'arrivo di mwjaNapoleone comportò grandi cambiamenti nell'assetto amministrativo della zona, in parte mantenuti dalla successiva dominazione mwjqaustriaca. Gli anni successivi all'mwjgannessione del Veneto al mwjwRegno d'Italia furono molto duri per la popolazione, che conobbe carestie ed epidemie. Risparmiata dai tragici avvenimenti della mwkaprima e mwkqseconda guerra mondiale, la fine del mwkgXX secolo si è caratterizzata per un progressivo spopolamento dei comuni lessinici a favore di un'emigrazione verso la città.
Contents
• Toponimo
• Clima
• Storia
• Il lupo
• Musei
• Economia
• Turismo
• Sport
• Note
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Toponimo
Nomi storici utilizzati in documenti veronesi per questo territorio sono mwlgLuxino, mwlwLixino, mwmaLesinio, mwmqLissinorum e mwmgLissinia, sempre con il significato di "terra usata e preparata per i pascoli". Il primo documento conosciuto in cui compare il termine è un atto del 7 maggio 814 in cui il mwmwgastaldo Ildemanno di Verona dona "mwnacampo meo in Luxino ad Alpes facienda, una cum capilo pasquo" al mwnqmonastero veronese di Santa Maria in Organo.cite-ref-bodini347-1-0[1] Potrebbe avere anche origine dal mwogdialetto veronese mwowle sime, cioè le vette, oppure dal mwpaveneto mwpqlisso o mwpglissio, ovvero un canale di travi per far scivolare le piante.cite-ref-2[2]
Geografia
Confini e paesaggio
Chiusa a nord dalla profonda e selvaggia Val di Ronchi e dal maestoso mwswGruppo del Carega, delimitata a est dalla mwtaVal Leogra, a sud-est dai colli di mwtqMontevialecite-ref-3[3], a sud-ovest dal corso dell'mwugAdige e dall'alta pianura veronese e a ovest dalla mwuwVal Lagarina, essa è quasi un'unità a sé stante nell'ambito delle mwvaPrealpi vicentine. La solcano numerose valli che dagli alti pascoli scendono e si dispiegano a ventaglio verso Verona e la pianura.
Procedendo da ovest verso est troviamo le valli di mwvgFumane, di mwvwMarano e di mwwaNegrar (che insieme costituiscono un'unità che ha più carattere storico che geografico: la mwwqValpolicella) e poi le valli mwwgValpantena, mwwwdi Squaranto, di Mezzane, mwxqd'Illasi, mwxgTramigna, mwxwd'Alpone, mwyadel Chiampo e mwyqdell'Agno. Le sue alture a ovest rientrano nelle Prealpi Venete, con cime tra i 1500 e i 1800mwyg m, e il gruppo del Carega a nord-est (che supera i 2200mwyw m). La fascia centrale si attesta invece tra i 1000 e i 1300 metri.
Il paesaggio degli Alti Pascoli della Lessinia è stato ufficialmente riconosciuto come paesaggio agrario ed inserito nel mwaqRegistro nazionale dei paesaggi storici rurali, predisposto con decreto n. 17070 del 19 novembre 2012 del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali.cite-ref-4[4]
Idrografia
Il fenomeno del mwfacarsismo tipico delle mwfqrocce mwfgcalcaree che formano la Lessinia ha reso la sua rete idrografica assai articolata e varia, caratterizzata da una grande ramificazione di torrenti che nel corso dei periodi mwfwglaciale e mwgaquaternario hanno contribuito a scavare le valli torrentizie che compongono il territorio. Su tutto l'altopiano si annoverano diverse mwgqsorgenti, sia temporanee legate allo scioglimento delle nevi e alle piogge, sia permanenti, che sgorgano soprattutto allo sbocco delle valli tra l'alta e bassa pianura. Le più importanti si trovano sul versante mwggtrentino nella valle dei Ronchi, lunga circa mwgw11 km e percorsa dal mwhatorrente Ala, e nella Val Bona mentre sugli altri versanti quelle della Val di Illasi e tra mwhqVelo e Val di Mazzano sono le più consistenti.cite-ref-5[5]
Di seguito un elenco dei principali corsi d'acqua presenti in Lessinia partendo da ovest e andando verso est. A mwiwFumane transita l'omonimo mwjaprogno (termine in dialetto veronese per indicare un torrente) che dopo essere nato dal monte San Giovanni e dal Monte Loffa percorre i circa mwjq14 km della valle dei Progni ricevendo numerosi affluenti.cite-ref-6[6] La valle di mwkgMarano di Valpolicella, lunga appena mwkw7 km, è percorsa dal progno di Marano proveniente da Vajo Camporal e la cui fonte si trova presso il monte Noroni. Più a est, la valle di mwlaNegrar di Valpolicella lunga mwlq11 km è percorsa dall'omonimo progno che origina dal progno di Fane e ha come affluenti, tra gli altri, i progni di Fiamene, mwlgPrun, Mazzano, San Ciriaco, Sieresol, Pozzetta, Quena e Cancello. In pianura, il progno di Negrar e di Marano si congiungono per poi sfociare in mwlwAdige.cite-ref-bodini38-7-0[7]
Nei pressi della città di Verona giungono in pianura il progno di mwnqQuinzano e il torrente mwngAvesa, entrambi si gettano poi in Adige.cite-ref-8[8] A est di Verona si apre la grande vallata di mwowValpantena, orientata nord-sud che si estende per circa mwpa26 km con un bacino idrografico di mwpq150 km², termina a nord con una biforcazione che divide l'Alta Valpantena dal Vajo dell'Anguilla.cite-ref-9[9] Il progno di Valpantena, dopo aver attraversato l'abitato di mwqgBorgo Venezia, sfocia in Adige a ovest di mwqwSan Michele Extra.cite-ref-10[10] Sempre più a est, da mwsaCima Trappola origina il vajo Squaranto che si unisce al vajo Illasi dopo aver ricevuto numerosi affluenti tra cui i torrenti Fibbio e Marcellise, in corrispondenza di mwsqSan Martino Buon Albergo per poi terminare in Adige prima di mwsgBelfiore.cite-ref-11[11]
La mwvqVal d'Illasi, con i suoi mwvg22 km, separa in due l'altopiano della Lessinia andando a insinuarsi fino nel mwvwgruppo del Carega. La valle risulta assai stretta nelle sue porzioni più settentrionali, facendo registrare poco meno di 200 metri di larghezza a mwwaSelva di Progno per poi aprirsi all'altezza di mwwqIllasi fino a circa mwwg3 km. Nei pressi di mwwwGiazza si apre una vallata in direzione ovest est, la mwxaval Fraselle, percorsa dall'omonimo torrente.cite-ref-12[12]
L'ultima grande valle della provincia di Verona è la mwygVal d'Alpone in cui scorre per circa mwyw32 km il torrente Alpone che, nato dal monte Purga, termina la sua corsa in Adige mwza7 km dopo aver attraversato mwzqSan Bonifacio.cite-ref-13[13] Infine, in mw0gprovincia di Vicenza, la mw0wval del Chiampo si estende per circa mw1a31 km interamente percorsi dal torrente Chiampo, anch'esso terminante nell'Adige dopo aver aggiunto alle sue acque, originatesi a mw1q1650 m s.l.m., quelle di numerosi torrenti.cite-ref-14[14]
Clima
mw4qClimaticamente la Lessina può essere divisa in tre fasce: una temperata umida, talvolta tendente al submediterraneo permettendo coltivazioni di ulivi, che si estende dalle zone pedemontane a circa mw4g700 m s.l.m., una successiva temperata fresca tra i mw4w700 m e i mw5a1 500 m e, infine, una oltre i mw5q1 500 m temperata fredda. Le temperature medie oscillano tra i 5mw5g °C e i 13mw5w °C con una diminuzione media di circa 0,5mw6a °C ogni mw6q100 m di quota guadagnata. Il mese più freddo è gennaio, con una media delle minime spesso inferiore a -1mw6g °C, mentre il periodo più caldo è tra luglio e agosto quando le massime arrivano a essere comprese tra i 22mw6w °C e i 29mw7a °C. L'mw7qumidità relativa è tra il 50% e il 70%.cite-ref-meteo-15-0[15]cite-ref-16[16]
A fondovalle si registrano mw9wprecipitazione medie intorno agli mw-a850 mm che crescono sensibilmente in direzione nord. Il minimo pluviometrico principale coincide con i mesi di gennaio e febbraio, mentre quello secondario tra luglio e settembre, con l'esclusione di agosto quando l'intensa attività convettiva comporta un aumento delle piogge. I massimi pluviometrici principali si registrano nei mesi di ottobre e novembre, mentre tra aprile e giugno vi è il massimo secondario.cite-ref-meteo-15-1[15] La mw-qneve, più frequente nella zona centrale e orientale, si presenta nei mesi invernali tra dicembre e metà febbraio non superando di media gli 80 centimetri.cite-ref-17[17]
A titolo di esempio si riportano le tabelle climatiche relative a mwaqmVelo Veronese (a mwaqq1074 m s.l.m.) e mwaquGrezzana (a mwaqy267 m s.l.m.):
| Velo Veronese [ 15 ] | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Anno |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Velo Veronese [ 15 ] | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | Anno |
| T. max. media ( °C ) | 3,0 | 3,8 | 7,5 | 10,4 | 15,8 | 19,4 | 21,8 | 21,8 | 18,3 | 13,5 | 7,4 | 3,7 | 3,5 | 11,2 | 21,0 | 13,1 | 12,2 |
| T. min. media ( °C ) | −4,9 | −5,0 | −1,4 | 1,9 | 6,0 | 9,3 | 11,8 | 11,7 | 8,4 | 4,6 | −0,4 | −3,7 | −4,5 | 2,2 | 10,9 | 4,2 | 3,2 |
| Precipitazioni ( mm ) | 81 | 77 | 95 | 132 | 138 | 127 | 110 | 121 | 106 | 138 | 141 | 101 | 259 | 365 | 358 | 385 | 1 367 |
| Grezzana [ 15 ] | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Anno |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Grezzana [ 15 ] | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | Anno |
| T. max. media ( °C ) | 5,6 | 6,8 | 12,2 | 16,2 | 21,3 | 15,4 | 27,6 | 27,4 | 23,5 | 17,7 | 10,8 | 6,3 | 6,2 | 16,6 | 23,5 | 17,3 | 15,9 |
| T. min. media ( °C ) | −1,7 | −0,6 | 3,0 | 6,7 | 10,9 | 14,3 | 16,7 | 16,3 | 12,9 | 8,5 | 3,3 | −0,6 | −1,0 | 6,9 | 15,8 | 8,2 | 7,5 |
| Precipitazioni ( mm ) | 60 | 56 | 68 | 91 | 103 | 102 | 93 | 102 | 82 | 99 | 96 | 71 | 187 | 262 | 297 | 277 | 1 023 |
Sismicità
La Lessinia si presenta con un livello di mwar4sismicità medio. I fenomeni sismici che comunque si riscontrano non sono ascrivibili a cause mwar8vulcaniche ma piuttosto all'avanzamento verso nord della mwasacatena appenninica che comporta una compressione e allo scollamento di masse rocciose crostali. Pertanto si tratta di mwaseterremoti interplacca superficiali che interessano la fascia rocciosa posta tra i 20 e i 25mwasi km di profondità. La val di Illasi, caratterizzata da un sistema di faglie che si estendono in direzione nord e sud, è quella a maggior rischio ed ha fatto registrare diversi eventi tellurici verso la fine del mwasmXIX secolo, in particolare il terremoto del 7 giugno 1891cite-ref-19[19]. Altresì la porzione pedemontana subito a nord della città di Verona è stata, nel corso della storia, protagonista di numerosi terremoti.cite-ref-20[20]
Storia
Preistoria
Il territorio della Lessinia appare abitato fin dai tempi più remoti; la facilità con cui si poteva reperire la mwatuselce per la produzione di oggetti, la disponibilità di molte grotte e ripari in roccia e altri motivi economici e legati alla sicurezza furono i fattori che portarono diverse comunità mwatypreistoriche a insediarvisi.cite-ref-21[21]
Le prime testimonianze risalgono al mwatwpaleolitico inferiore e dimostrano la presenza umana in diverse località, tra cui mwat0Riparo Soman, mwat4Ponte di Veja, località mwat8Villa (mwauaQuinzano), mwaueCà Verde (mwauiSant'Ambrogio di Valpolicella), mwaumRiparo Tagliente e mwauqGrotta di Fumane.cite-ref-22[22] Sempre a Quinzano sono stati trovati numerosi resti del successivo mwaukperiodo interglaciale di Riss-Würm, come punte di lancia, asce, falcetti e frammenti di ossa mwauocraniche umane. Altri insediamenti del mwauspaleolitico medio sono stati trovati sulle mwauwTorricelle, sul Monte Cucco, sul mwau0Monte Loffa e ad mwau4Azzago.cite-ref-23[23] I ritrovamenti comunque fanno supporre che non si trattassero di veri e propri stabili stanziamenti dell'uomo, in quanto risulta che praticasse una vita nomade, anche se si presume che la zona della mwavmCà Verde rappresentasse un'eccezione.cite-ref-24[24] Tra la mwavgfauna del tempo si potevano trovare l'mwavkorso delle caverne, il mwavolupo, la mwavsiena e diversi roditori della steppa.cite-ref-25[25]
Gli studi effettuati hanno suggerito che nel mwawcpaleolitico superiore le popolazioni stanziate nella bassa Lessinia fossero in ritardo per quanto riguarda la civilizzazione rispetto ai modelli più generali. Scarse, infatti, le testimonianze artistiche e manufatti complessi risalenti a questo periodo.cite-ref-26[26] Per trovare segni di una civiltà più complessa bisogna aspettare l'mwawwetà del ramecite-ref-27[27] che ha visto la presenza dell'uomo sulle colline di mwaxeMarcellise, a Ponte di Veja, sul Monte Loffa, a mwaxiMolina,cite-ref-boldini250-28-0[28] in località mwaxcColombare di mwaxgNegrar dove è stato rinvenuto un focolare, probabilmente utilizzato per scopi rituali.cite-ref-29[29]
È degli inizi del mwax4II millennio a.C., in piena mwax8età del bronzo, che in zona si riscontra il fenomeno dei mwayacastellieri, piccoli insediamenti di capanne ubicate a semicerchio, fortificati con mura di pietrame a secco e posti sulla sommità dei rilievi.cite-ref-bodini249-30-0[30] Nonostante ne rimangano solo alcune tracce confuse nel territorio circostante, alcuni di essi sono stati identificati nei pressi di Arbizzano (Negrar), mwayuFumane, mwayyMarano di Valpolicella. Uno dei meglio conservati, risalente all'mwaycetà del ferro, venne trovato a mwaygCastel Sottosengia, nei pressi di mwaykBreonio, oggi scomparso per far posto a una cava di marmo.cite-ref-boldini250-28-1[28] cite-ref-31[31] Il ritrovamento in loco di alcuni materiali come lo mwazistagno e il mwazmrame ha suggerito che le popolazioni locali intraprendessero commerci con altre località anche al di fuori dell'Italia.cite-ref-bodini249-30-1[30]
Molti ritrovamenti degli oggetti ritrovati si trovano oggi al mwazkMuseo paleontologico e preistorico di Sant'Anna d'Alfaedo e al mwazoMuseo civico di storia naturale di Verona.cite-ref-32[32]
Epoca romana
Fin da prima dell'inizio della dominazione mwaagromana, che ebbe inizio tra il mwaakIII e il mwaaoII secolo a.C., il territorio della Lessinia era abitato da varie popolazioni di origine mwaasretica.cite-ref-33[33] Una menzione va fatta a parte per gli antichi abitanti della mwabaValpolicella, gli mwabeArusnati, di cui si dibatte la loro origine retica o mwabietrusca; questa popolazione godette di particolare autonomia amministrativa anche successivamente all'arrivo dei Romani costituendo il mwabmmwabqPagus Arusnatium.cite-ref-34[34]
Sul territorio veronese confluivano due tra le più importanti mwabostrade romane, la via mwabsClaudia Augusta che congiungeva il nord Europa alla mwabwpianura padana e la mwab0via Postumia che partendo dalla mwab4Liguria si estendeva fino ai confini più orientali dell'mwab8impero. Il passaggio di queste fondamentali vie, che si congiungevano nella città di Verona, rendeva la zona strategicamente importantissima. La loro presenza influì anche sul territorio collinare lessinico dove vennero realizzate vie secondarie che si congiungevano a esse.cite-ref-35[35]
A quel tempo la Lessinia, facente parte dell'mwacuagro veronese, risultava quasi interamente occupata da boschi per la parte più bassa (mwacyFrizzolana e mwaccSelva veronensis) mentre le spianate più in quota (mwacgLessinium) erano adibite a pascolo estivo. Oltre alle attività di pascolo, in Lessinia si praticava la raccolta di erbe, di bacche, di funghi, di legname da ardere e per l'edilizia.cite-ref-36[36] Dalle cave si estraeva pietra calcarea bianca e rossastra largamente impiegata per gli edifici cittadini.cite-ref-37[37] Nonostante ciò gran parte del territorio risultava disabitato. Pochi furono, dunque, i segni lasciati dai Romani, specie nelle zone più elevate, che si limitarono a presidiare gli accessi lasciando ai locali il potere di organizzarsi amministrativamente. A mwadeSan Mauro di Saline esisteva una strada carraia che risaliva la dorsale ed era utilizzata per la mwaditransumanza verso le alture di mwadmcaprini e mwadqovini. A mwaduVelo Veronese vi fu certamente un forte militare.cite-ref-38[38]
Diversa la situazione per i paesi a fondo valle in cui, conseguentemente alla mwadscenturiazione del II secolo a.C., si sviluppò un'intensa attività agricola e dove, contemporaneamente, sorsero mwadwville romane il cui padrone, solitamente risiedente in città, vi si recava per amministrare i propri fondi. Resti di alcune di esse sono stati trovati a Negrar, Romagnano, Azzago, mwad0Colognola ai Colli. Dalla mwad4Valpantena e dalla Valpolicella partivano gli mwad8acquedotti che rifornivano la città di Verona.cite-ref-39[39] A mwaeqSanta Maria in Stelle è stato rinvenuto un mwaeuipogeo di epoca tardo imperiale.cite-ref-40[40]
A partire dal mwaesIV secolo si incominciò ad assistere alla mwaewcristianizzazione delle popolazioni che vivevano in Lessinia; l'incendio del mwae0tempio di Minerva che sorgeva a mwae4Marano (dove oggi sorge il mwae8santuario di Santa Maria di Valverde) è una testimonianza di quel processo.cite-ref-41[41]
Epoca medioevale
Alto Medioevo
Con la mwagicaduta dell'Impero romano d'Occidente si assistette a un decremento della popolazione in Lessinia e delle attività economiche che qui vi si svolgevano. In mwagmepoca longobarda molti appezzamenti della Lessinia erano dati come beneficio feudale agli mwagqarimanni, uomini liberi e in grado di portare le armi.cite-ref-42[42] Con la fine del regno longobardo e l'avvento dell'mwagketà carolingia essi divennero dei semplici mwagogastaldi, ovverosia dei funzionari civili delegati a sovraintendere alle terre dei nuovi feudatari che qui furono per la maggior parte enti ecclesiastici di Verona, e in particolare il mwagscapitolo della mwagwcattedrale, il mwag0monastero di San Zeno, mwag4quello di Santa Maria in Organo e mwag8dei Santi Nazaro e Celso. Verso la fine dell'mwahaalto medioevo il territorio risultava organizzato in mwahepievi, tra cui le più importanti erano quelle di mwahiGrezzana, di mwahmSan Floriano, di San Martino a mwahqNegrar, di mwahuArbizzano e di mwahyMontorio, di mwahcSanta Maria a Tregnago e di mwahgSan Giovanni in Loffa quest'ultima probabilmente la più antica della Lessinia occidentale. Nel mwahkX secolo vi erano almeno tre mwahosculdasci posti a sovraintendere ad aree di particolare interesse strategico.cite-ref-43[N 1]cite-ref-44[43] Un documento datato 7 maggio 814 nomina per la prima volta il termine “Lessinia”.cite-ref-bodini347-1-1[1]
Il nome mwaigValpolicella (mwaikValle Pulliscella), la zona che comprende la parte sud-ovest della Lessinia, compare invece per la prima volta in un decreto di mwaioFederico Barbarossa del 24 agosto 1177 in cui l'imperatore concede alla Congregazione del Clero le terre intorno al mwaisCastrum Rotaris nei dintorni dell'odierno mwaiwCastelrotto: nulla a che vedere con l'omonima località dolomitica, trattandosi invece di frazione di San Pietro in Cariano (VR).cite-ref-bodini325-45-0[44] Sempre il Barbarossa l'anno seguente attribuisce i mwajediritti comitali su terreni e ville della zona al conte Sauro della famiglia dei mwajiSambonifacio.cite-ref-bodini325-45-1[44] Tuttavia, amministrativamente la Valpolicella non ebbe nessun riconoscimento fino all'età comunale quando venne istituito un “colonnello”cite-ref-46[45] dotato di parziale autonomia, dovendo accettare un capitano da Verona quando se ne fosse resa necessità. Nel 1311 con mwajsFederico della Scala nasce la mwajwcontea della Valpolicella che godrà di maggior libertà e diversi sgravi fiscali, prerogative che manterrà per diversi secoli anche dopo la fine della dominazione mwaj0scaligera.cite-ref-47[46]
Il territorio della mwakmValpantena era in gran parte dei canonici del duomo. Grazie al testamento del 921 del mwakqvescovo di Verona mwakuNokterio si apprende che a mwakyMarzana vi fosse un castello mwakccum turribus et omnibus in circuito municionibus suis e che un altro sorgesse a Grezzana.cite-ref-bodini38-7-1[7] Altri ne vennero edificati negli anni successivi, tra il X e l'mwakwXI secolo sono documentati mwak0castrum a mwak4Poiano (edificato prima del 968), a Rocca di Lugo, ad Azzago, a Romagnano, a Montorio e ad mwak8Arbetu (l'attuale mwalaErbezzo, citato nel 1014).cite-ref-b358-48-0[47] Negli stessi anni il capitolo della cattedrale acquisisce sempre più potere in loco: un diploma di mwaluOttone II del 983 gli assegna alcuni castelli, mentre nel 1027 mwalyEnrico II gli concede la possibilità di riscuotere tasse.cite-ref-b358-48-1[47]
Età comunale: produzione di lana e affermazione degli Scaligeri
Con l'avvento dell'mwamuetà comunale si ebbe un ripopolamento della zona con Grezzana, elevata a sede mwamypievana, centro più importante.cite-ref-49[48] Fiscalmente la valle era organizzata in un mwamscolonnato mentre giurisdizionalmente in un mwamwcapitanato.cite-ref-50[49] Questo nuovo assetto politico si ripercuote sul territorio che vede il progressivo abbandono dei castelli fino a far scomparire ogni traccia, con l'esclusione di mwanequello di Montorio per via della sua posizione strategica.cite-ref-51[50] All'epoca l'alta Lessinia risultava divisa in mwanyFrizzolana, che comprendeva la fascia boschiva posta tra i circa 900 e i 1200 metri e di proprietà di enti ecclesiastici cittadini; la mwancSilva Communis Veronae, posta tra i 1200 e 1400 e appartenente al comune di Verona che dispose diverse leggi per la raccolta della legna per prevenire l'impoverimento;cite-ref-52[51] e il mwanwLessinio, i pascoli di alta quota in gran parte di proprietà di latifondisti laici o di monasteri e dove si produceva la lana, elemento fondamentale per l'economia veronese di quel tempo.cite-ref-53[52]
Nel corso del mwaoiXIII secolo a Verona si viene ad affermare l'arte della lana come una delle istituzioni economiche cittadine più importanti e di conseguenza l'alta Lessinia assume il ruolo di zona strategicamente fondamentale per il pascolo degli mwaomovini.cite-ref-54[53] Tale situazione portò gli enti ecclesiastici a cedere, sia mediante affitto sia con pure alienazioni, molti dei loro territori lessinici a favore delle ricche famiglie cittadine impegnate nell'industria della lana.cite-ref-bodini351-55-0[54] Ciò si affermò con la presa del potere da parte della mwaowsignoria dei mwao0Della Scala, da tempo coinvolti nel commercio della lana, che un po' alla volta riuscirono a controllare le istituzioni religiose cittadine impossessandosi di fatto dei loro fondi montani. Sono questi gli anni in cui viene a costituirsi la cosiddetta mwao4Potesteria Lissinorum, che troverà pieno sviluppo nella successiva epoca mwao8veneziana, ovvero la temporanea giurisdizione sulla popolazione residente nei pascoli di alta quota da parte, formalmente, del monastero di san Zeno, ma in pratica affidata agli scaligeri in quanto feudatari.cite-ref-56[55]cite-ref-57[56]
L'immigrazione dei Cimbri
Il 5 febbraio 1287, mentre mwapsAlberto della Scala è signore di Verona, il mwapwvescovo Bartolomeo della Scala concede a un gruppo di coloni di origine tedesca che si erano insediati nell'mwap0altopiano vicentino di stabilirsi in Lessinia nell'area dell'odierna mwap4Roverè Veronese e conferendo ai loro due capi, Olderico Vicentino e Olderico da Altissimo, la carica di gastaldi vescovili. Ciò costituì il primo nucleo dei mwap8Cimbri della Lessinia.cite-ref-bodini351-55-1[54] Il motivo che spinse il vescovo a chiamare questa popolazione fu di natura prettamente economica, ovvero la necessità di manodopera per la produzione di carbone vegetale e legname a costi più bassi rispetto a quello che veniva importato da Trento. A questa prima comunità vennero concessi diversi benefici, come l'esenzione dal servizio militare, dal pagamento di tasse e dal diritto di scegliersi il proprio parroco (mwaqqgiuspatronato). Nei primi anni del mwaqusecolo successivo arrivarono a colonizzare, grazie all'assenso di mwaqyCangrande della Scala, la mwaqcfrizzolana a scapito dei canonici della cattedrale. Nel 1375 fondarono a parrocchia di mwaqgValdiporro e successivamente quella di mwaqkErbezzo, fino ad arrivare a stabilirsi anche a mwaqoSan Mauro di Saline, mwaqsVelo Veronese, mwaqwCamposilvano e mwaq0Selva di Progno. La loro rapida espansione venne rallentata solo dalla mwaq4peste nera che colpì tutta l'Europa senza risparmiare la Lessinia che accusò un notevole calo demografico.cite-ref-58[57]
Dominazione veneziana
Terminato il potere degli scaligeri e dopo una breve parentesi sotto il dominio dei mwarkVisconti e dei mwaroCarraresi, con la mwarsdedizione di Verona a Venezia del 1404 anche la Lessinia diviene territorio della mwarwSerenissima e tale rimarrà fino alla sua caduta, fatta eccezione per il periodo della mwar0guerra della Lega di Cambrai.cite-ref-59[58]
La necessità di poter contare su popolazioni fedeli residenti nei pressi dei confini portò la Repubblica di Venezia a confermare e ad ampliare diritti e privilegi già accordati agli abitanti di questo territorio. Ad esempio, agli abitanti di Sant'Anna d'Alfaedo fu concesso di svolgere attività di pascolo e raccolta della legna a patto che assicurassero un controllo armato dei sentieri che conducevano verso il confine con il mwasmvescovado di Trento.cite-ref-60[59] Per favorire la zona, inoltre, la Serenissima promosse la costruzione di una strada, detta "della mwasgSelve Lessinee", che attraversava il territorio del vicariato della Valpantena per dirigersi verso Lugo, Belloro e Lughezzano.cite-ref-61[60]
La più antica raffigurazione cartografica della Lessinia appare in una carta del 1440, detta carta dell'Almagià, ove è disegnata gran parte del territorio Veronese. In tale documento sono ben riconoscibili, tra gli altri insediamenti, Sant'Anna d'Alfaedo con le località Cona e Cerna, entrambi con relativa chiesa, la zona di Selva circondata da boschi; mwas4Boscochiesanuova si presenta con molti edifici ed una chiesa; mwas8Valdiporro dispone anch'essa di una chiesa e nelle vicinanze appaiono diverse contrade; i territori di Saline, Tavernole, Alcenago, Lugo, Azzago, e Romagnano.cite-ref-62[61]
Grazie ai privilegi concessi dalla Serenissima e al periodo di relativa pace, tra il mwatuXIV e il mwatyXVI secolo la popolazione della Lessinia crebbe costantemente così come andarono ad affermarsi ulteriori attività, come la pastorizia e l'agricoltura, in aggiunta alle tradizionali produzioni di carbone e alla raccolta della legna. Nonostante ciò la popolazione viveva ancora in gravi ristrettezze economiche, tanto che il mwatcmais rappresentava quasi esclusivamente l'unico alimento disponibile.cite-ref-63[62] Con la crescita della popolazione iniziarono ad essere realizzati nuovi insediamenti. Abbandonate le vecchie abitazioni in legno, gli abitanti della Lessinia iniziarono ad utilizzare il mwatwrosso ammonitico facilmente reperibile sul posto e che lavorato a lastre regolari venne impiegato con successo. Vennero costruiti anche edifici dedicati alle varie attività, come mwat0baiti e mwat4caseare per la lavorazione del latte, ghiacciaie e forni per ottenere la mwat8calce viva.cite-ref-64[63] Menzione a parte per i numerosi edifici a carattere religioso che comparvero un po' dappertutto nel territorio lessinico: chiesette, capitelli, steli, piccole cappelle poste agli incroci delle strade, sono tutte manifestazioni della devozione religiosa degli abitanti che ancora oggi adornano il paesaggio.cite-ref-65[64]
Dall'età moderna al XX secolo
Quando le truppe mwavqnapoleoniche si insediarono in Lessinia a seguito della mwavupace di Presburgo del 1805 iniziarono grandi cambiamenti nell'assetto amministrativo della zona: i confini mutarono più volte e l'apparato burocratico andò incontro a semplificazioni. La presenza delle truppe nei paesi lessinici fu numerosa e spesso malvista dalla popolazione.cite-ref-66[65] Con l'intento di conoscere meglio le popolazioni che qui risiedevano, i francesi compirono due censimenti e studiarono la diffusione della lingua cimbra appurando che veniva parlata ancora a mwavoSelva di Progno, mwavsCampofontana e mwavwGiazza. Inoltre vennero fondate le prime scuole pubbliche laiche.cite-ref-67[66] Tali riforme continuarono con la successiva dominazione mwaweaustriaca che si protrasse tra il 1814 e il 1866 quando vi fu l'mwawiannessione del Veneto al mwawmregno d'Italia. In questo periodo vi fu anche l'istituzione di un servizio medico gratuito pensato prevalentemente per contenere eventuali mwawqepidemie,cite-ref-68[67] tipiche erano quelle di mwawkpellagra, mwawovaiolo e mwawscolera, che mietevano vittime tra la popolazione mwawwmalnutrita.cite-ref-69[68] A seguito della mwaxeterza guerra d'indipendenza la Lessinia annessa all'Italia tornò ad essere terra di confine con l'mwaxiimpero austriaco. Sorsero pertanto numerosi edifici militari difensivi come il mwaxmforte Masua sul mwaxqMonte Pastello, il forte San Briccio, il mwaxyforte Santa Viola sopra mwaxcAzzago e il forte Monte Tesoro. Venne inoltre potenziata la rete di vie carrabili.cite-ref-70[69] La seconda metà del mwaxwXIX secolo non fu facile per la popolazione lessinica: gravi carestie associate ad una disoccupazione portò mwax0molta gente ad emigrare all'estero.cite-ref-71[70] Le attività più diffuse tra la povera popolazione residente si limitavano all'allevamento, alla produzione di formaggio e, nella zona centrale e orientale, di mwayicarbone; diffusa anche l'estrazione del mwaymghiaccio che avveniva nelle tipiche mwayqmwayugiassare.cite-ref-72[71] Le difficili condizioni di vita portarono, inoltre, ad una notevole diffusione del fenomeno del mwayocontrabbando con il vicino mwaysTirolo (Vedi mwaywcontrabbando tra Ala e la Lessinia) con cui si scambiavano sali, tabacchi, caffè, spezie, zucchero ed alcolici.cite-ref-73[72]
Essendo un territorio di confine si temette che la Lessinia potesse essere un teatro di battaglie nel corso della mwaziprima guerra mondiale e pertanto venne fortificata con mwazmtrincee, mwazqstrade militari e disboscamenti. Le preoccupazioni, tuttavia, non furono esatte e l'altopiano servì solo come seconda linea e come campo di addestramento dei soldati mentre le mwazuattività belliche si concentrarono sul vicino mwazymonte Pasubio.cite-ref-74[73] Con la mwazsfine delle ostilità il Trentino divenne italiano e quindi la Lessina cessò di essere un territorio di frontiera. Le già provate popolazioni che qui risiedevano videro peggiorare ancora di più le loro condizioni di vita tanto che si registrò una forte emigrazione, non solo all'estero, ma anche nei territori vicini. La mwazwseconda guerra mondiale non coinvolse più di tanto l'altopiano che, comunque, venne occupato dalla mwaz0mwaz4Wehrmacht dopo il 1943. L'evento più significativo fu un incendio appiccato dai soldati mwaz8tedeschi in alta val d'Alpone in segno di mwa0arappresaglia per un'azione portata a segno dei mwa0epartigiani contro le truppe di occupazione.cite-ref-75[74]
Terminata la guerra, il successivo mwa0cmiracolo economico che investì l'Italia non fu sufficiente a mettere un freno allo spopolamento delle zone più elevate e remote della Lessina. Anzi, l'introduzione di nuove tecnologie e la crescita del settore industriale e dei servizi a valle fece scomparire alcune delle attività tipiche delle montagne tanto che i molti residenti finirono per trasferirsi in città abbandonando le antiche contrade che finirono per essere completamente disabitate. In contrapposizione a ciò, a partire dagli mwa0ganni 1960 e nei centri più grandi, si iniziò a costruire nuove residenze utilizzate dai cittadini come seconde case per la villeggiatura e, in contemporanea, a nascere il fenomeno del turismo dell'altopiano.cite-ref-76[75]
Flora e fauna
Birdwatching
In Lessinia sono state osservate 170 specie dal 2006 al 2012, da quelle più comuni come i diversi turdidi, fringillidi e cince, a quelli più usuali nell'ambiente alpino come mwa1ygallo cedrone, mwa1cfagiano di monte, mwa1gaquila reale, mwa1kpicchio muraiolo e mwa1omerlo acquaiolo, a quelli più atipici come la mwa1scicogna nera, il mwa1wcavaliere d'Italia, il mwa10cormorano, l'mwa14airone cenerino, l'mwa18airone guardabuoi, la mwa2amarzaiola o il mwa2etotano morocite-ref-77[76].
Anche in Lessinia si sta man mano sviluppando un turismo legato alla natura e in particolare all'osservazione degli uccelli (mwa2cbirdwatching), grazie alla presenza di numerose specie alpine come l'mwa2gaquila reale, il mwa2kcodirossone o il mwa2omerlo acquaiolo. Recente è la possibilità di vedere d'inverno una specie in Italia poco frequente e poco numerosa come lo mwa2szigolo delle nevi che ha portato in Lessinia numerosi fotografi e birdwatcher. Il punto principe ove osservare questo passeriforme artico è la località Bocca di Selva.
Il lupo
Nei primi mesi del 2012, a seguito di dispersione naturale, è avvenuto l'incontro e la stabilizzazione di due lupi appartenenti a popolazioni differenti: un maschio di nome Slavc appartenente alla popolazione dinarica in dispersione dalla Slovenia, monitorato con radiocollare nell'ambito del progetto europeo “Life SloWolf”, ed una femmina appartenente alla popolazione italiana. La presenza di questi due lupi in Lessinia è di straordinario interesse scientifico ed è il primo casomwa24 – dopo la scomparsa del lupo sulle Alpi - che una coppia della specie si sia formata con individui appartenenti a due popolazioni diverse: quella dinarica e quella italiana. Il lupo era presente sulle Alpi fino alla fine del XIX secolo e, più sporadicamente, nei primi decenni del XX secolo.
In Veneto gli ultimi avvistamenti di lupo risalgono al 1931 nella zona di Belluno (Fossa, 1988), mentre in Lessinia la specie sembra essere scomparsa nella prima metà del 1800 (Garbini, 1898) , con sporadiche presenze isolate registrate nel 1880 (Benetti, 2003). Il lupo in Lessinia è storicamente legato alle tradizioni socio-culturali della popolazione cimbra, come attestato da toponimi, favole, leggende, proverbi e modi di dire dedicati a questo animale.
In località «Riserva di Buse di Sopra» (Comune di Velo Veronese) vi è una stele che porta la seguente iscrizione:1657 - CO - VELO - P - IL - CAS0 - FORD0 - DI - MADA - DE - LA - VALLE - 1655. Vicino a questa vi è un pozzo ed una pozza per abbeverare il bestiame al pascolo, denominati rispettivamente il «Posso del Loo» e la «Possa del Loo». Circa l'erezione di questa stele e la denominazione dei depositi d'acqua ecco quanto raccontava la nonna di uno degli scriventi, A. Benettimwa3e : "mwa3iNella contrada "Valle della Ba" (Camposilvano) viveva in tempi antichi una donna che si chiamava Maddalena. Nella contrada non vi erano pozzi da cui attingere acqua e così la donna, quando faceva la "lissia" (bucato) andava fino al "Posso del Loo" (Pozzo del Lupo) a prenderne un "col". Quando doveva "resentarla" (sciacquarla) occorreva molta acqua e allora preferiva portare la "lissia" sul posto risparmiando così molta fatica. Un giorno la "pora" Maddalena si recò al "Posso del Loo" per risciacquare il bucato e, mentre era intenta a questo lavoro, uscì fuori dal bosco un Lupo che la mangiò. Il Lupo mangiò solo la parte destra del corpo, non potendo toccare la sinistra perché vi batte il cuore. Dopo questo fatto, il Comune di Velo fece fare la lapide per ricordare ai passanti di dire una "Rechia meterna (requiem) per quella poveradonna". La credenza, ancora diffusa nella zona di Camposilvano, che i Lupi non potessero cibarsi della parte sinistra del corpo umano, nacque certamente da questo caso".cite-ref-0-78-0[77]
La presenza del lupo in Lessinia è tutt'oggi controversa, in quanto spesso divide l'opinione pubblica cittadina tra chi vede questa presenza in maniera positiva e favorevole al corretto mantenimento della biodiversità, e chi vede la presenza del lupo come un grosso problema a causa delle ingenti predazioni sugli animali d'allevamento. In Lessinia 11 consigli comunali hanno votato nel 2014 all'unanimità delle delibere comunali che chiedevano lo spostamento totale del predatore in altre aree e l'abbandono del progetto Life wolf alps.
Arte e cultura
Architettura
A sollecitare particolare interesse sono i piccoli paesi, attorniati dalle loro decine di contrade, che comprendono dalle due fino ad una cinquantina di abitazioni, nella parte più montana, sopra gli 800 m s.l.m.. In questi contesti l'utilizzo della mwa38pietra sfruttando la grande disponibilità di tale materiale attraverso le cave rispetto alla più scarsa disponibilità di legname da costruzione ha dato origine ad una caratteristica peculiarecite-ref-79[78]. I muri a secco, i tetti delle case sono composti da lastroni in pietra e rispecchiano la tipologia di costruzione delle numerose mwa4qmalghe. Anche i pavimenti delle case erano e, anche dopo le necessarie ristrutturazioni, sono stati mantenuti spesso in pietra, immancabile il camino all'interno e massicce travi in legno a sostenere i piani superiori.
La pietra veniva, inoltre, usata per muri di confine, lavatoi, e scolpita diventava croci ed edicole religiose spesso raffiguranti la Passione di Cristo o la Vergine Mariacite-ref-80[79]. Diffuse pure le mwa4ogiassàre o mwa4sglazzàre ovvero le mwa4wghiacciaie in dialetto locale. Ormai abbandonate, la più nota e meglio tenuta è quella di Grietz, di forma circolare, sulla strada che collega Bosco Chiesanuova con San Giorgio.
Musei
In Lessinia vi sono diversi musei, perlopiù naturalistici ma non mancano le collezioni mwa5qetnografiche. Il mwa5uMuseo dei fossili di Bolca dedica due sale ai reperti mwa5yfossili di oltre 150 mwa5cspecie di pesci, 250 di vegetali, oltre che insetti e mwa5gfauna minore. Presso il Museo geopaleontologico di Camposilvano si possono trovare fossili del mwa5omesozoico e mwa5scenozoico trovati sia sull'altopiano che in altre regioni fornendo così una completa visione della storia mwa5wgeologica e mwa50paleontologica del luogo. Il mwa54Museo paleontologico e preistorico di Sant'Anna d'Alfaedo espone reperti rinvenuti nelle cave di pietra della zona tra cui fossili di pesci, di squali, di rettili marini e mwa58ammoniti. Vi è anche una sezione dedicata alla mwa6apreistoria con oggetti trovati nei dintorni di Fumane. A mwa6eMolina vi è il Museo botanico della Lessinia che vanta una collezione di circa 300 specie erbacee, arbustive e arboree tipiche della zona. La visita al museo può essere completata con il vicino mwa6mParco delle Cascate e con la visita alle antiche corti di pietra.cite-ref-81[80]
Il mwa6kMuseo dei fossili di Roncà, fondato nel 1975, offre testimonianze dell'ambiente di 40 milioni di anni fa come fossili di mwa6oforaminiferi, mwa6smolluschi, mwa6wrettili, mwa60mammiferi e piante. Il Museo etnografico di Bosco Chiesanuova si prefigge lo scopo di illustrare i tipici lavori dei popoli che una volta vivevano in Lessinia, come il taglio della legna, la produzione di carbone vegetale, la lavorazione del latte e la produzione di ghiaccio. A mwa68Giazza il Museo dei Cimbri offre un percorso espositivo relativo alla storia, alla cultura e alla lingua degli antichi Cimbri. Infine, il Museo dei Trombini a mwa7iSelva di Progno espone alcuni tipi di mwa7mtrombino tra i quali un esemplare di fabbricazione veneziana risalente al 1500. Menzione va fatta anche per l'Area floro-faunistica di Malga Derocon, ad mwa7uErbezzo, permette ai visitatori di osservare esemplari di mwa7ycamosci, mwa7ccervi, mwa7gcaprioli allo stato di semi libertà, oltre a 60 specie floristiche della Lessinia, un giardino roccioso e alcun faggi secolari.cite-ref-82[81]
Economia
L'economia s'incentra soprattutto sull'allevamento, sulla produzione casearia e sull'estrazione e la lavorazione del mwa8eMarmo rosso e della mwa8iPietra della Lessinia.
Turismo
Il turismo in Lessinia è prevalentemente di tipo confinante, cioè caratterizzato da turisti provenienti dalle zone limitrofe (soprattutto dalle città di Verona e mwa8uMantova).
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
• mwa9ePieve di San Giorgio di Valpolicella, a San Giorgio di mwa9iSant'Ambrogio di Valpolicella. Sorta su un precedente tempio mwa9mlongobardo, di cui è ancora presente un interessante mwa9qciborio, l'edificio mwa9uromanico è stato edificato nell'mwa9yXI secolo. Nel Medioevo ha ospitato una collegiale di mwa9csacerdoti ed un mwa9gseminario.
• mwa9oChiesa di San Leonardo sul monte Moro, a mwa9sSan Mauro di Saline. L'attuale edificio venne realizzato nel 1388 su una precedente chiesetta, probabilmente distrutta da un incendio attigua ad un monastero di cui, nel 1145, il priore era un certo Lanfranco. All'esterno, sulla destra, è presente un vasto porticato utilizzato per ospitare i numerosi pellegrini che qui si recavano in visita. Le pareti delle navate sono adorne di affreschi del XVII e XVIII secolo.
• mwa90Chiesa di San Giovanni in Loffa, a mwa94Sant'Anna d'Alfaedo. L'edificio dovrebbe risalire al mwa98XIII secolo, anche se le prime tracce scritte si trovano solo oltre un secolo dopo.
• mwa-eChiesa di Sant'Antonio, a Vestenavecchia (VR). Fu eretta dai Vescovi verso la fine del XIII secolo sulle rovine del castello (e con materiali dello stesso) e venne dedicata a Sant'Antonio Abate. La chiesa fu rimaneggiata all'esterno nel 1537; nel 1650 venne innalzato sia l'elegante altare mwa-ibarocco, sia l'mwa-mabside che per anni custodì un antico Crocifisso ligneo del Cinquecento.
Altri luoghi di interesse storico-naturalistico
• mwa-wPonte di Veja, a mwa-0Sant'Anna d'Alfaedo, si tratta di un mwa-4arco naturale con una arcata di circa quaranta metri, uno spessore minimo di nove metri e una larghezza di venti metri.
• mwa-aParco delle cascate di Molina, a mwa-eMolina di mwa-iFumane, è un parco naturale famoso per le sue cascate.
• mwa-qCave di Prun, a mwa-uNegrar, sono antiche cave sotterranee di marmo. Secondo le fonti storiche, queste monumentali cave già esistevano agli inizi del mwa-yXIII secolo.
• mwa-gRiparo Solinas, a Fumane, attualmente noto come Grotta di Fumane, fu abitato per un lunghissimo periodo che va da circa 60.000 anni fa con presenze dell'mwa-kHomo neanderthalensis fino al crollo della grotta che si presume risalga a 25.000 anni fa conseguenza ed effetto di una mwa-oglaciazione. Viene considerato da molti il sito più importante in Europa per il lungo periodo di utilizzo e per caratteristiche proprie.
Sport
I monti della Lessinia offrono numerose opportunità agli sportivi. Nel periodo invernale nella zona intorno a mwbaiMalga San Giorgio (località di mwbamBosco Chiesanuova) era presente una mwbaqstazione sciistica con alcuni mwbauimpianti di risalita. Malga San Giorgio è inoltre una delle partenze (insieme a quelle di Passo delle Fittanze e di Bocca di Selva) del celebre mwbaycentro Fondo Alta Lessinia, un percorso di mwbacsci di fondo che si snoda negli angoli più belli della catena montuosa, toccando quote che vanno dai 1390 ai 1755mwbag m.
D'estate la Lessinia vede la presenza di numerosi escursionisti, e negli ultimi anni è notevolmente cresciuta la presenza di amanti della mwbaomountain bike. I percorsi sterrati attraverso le malghe hanno fatto da richiamo agli amanti della bicicletta da fuoristrada. Nelle zone intorno a Sega di Ala si teneva ogni anno la mwbasLessinia Bike, gara che vedeva impegnati numerosi atleti in un percorso che toccava i più suggestivi luoghi della Lessinia occidentale. La parte orientale è invece teatro di molte edizioni di un'altra importante gara di mountain bike: la mwbawLessinia Legend. Importante anche la presenza degli appassionati di mwba0bicicletta da corsa, la cui meta preferita è l'attraversamento del mwba4passo delle Fittanze, in particolare della dura salita che parte da Sdruzzinà (mwba8Ala).
Note
Esplicative
cite-note-43N 1. ↑ Uno sovraintendeva alla mwbbcvalle Pruvinianense, uno al fiume Fibbio e uno alla valle di Illasi. In: mwbbgmwbbkSauro et al., 2017,mwbbo p. 38.
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Voci correlate
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Collegamenti esterni
• mwbj0Lessinia in veronese su mwbj4www.larenadomila.it
• mwbkaAssociazione Verona Birdwatching: resoconti ornitologici, su veronabirdwatching.org.
• mwbkiFilm Festival della Lessinia, su filmfestivallessinia.it.
• mwbkqGuida alle Prealpi Veronesi (Baldo, Carega, Lessinia, Valpolicella), su prealpiveronesi.it. URL consultato il 14 aprile 2020 (archiviato dall'url originale il 6 settembre 2019).
• mwbkylessiniafood.it. URL consultato il 19 luglio 2019 (archiviato dall'url originale l'11 agosto 2017).
• mwbkgmwbkkPecora Brogna, su pecorabrogna.it. URL consultato il 21 ottobre 2022.
• mwbksFiori della Lessinia, su webalice.it. URL consultato l'8 giugno 2012 (archiviato dall'url originale il 23 novembre 2015).
• mwbk0Riprese aeree di Roberto Mettifogo del Parco della Lessinia ed alcune zone limitrofe, su vimeo.com. URL consultato il 2 maggio 2019 (archiviato dall'url originale il 6 novembre 2013).